Fattoria Vittadini / My true self revisited

MY.TRUE.SELF.REVISITED (ESTRATTI) – SHARING DI FATTORIA VITTADINI

20/04/2017 – 17:00 – 18:00

DiDstudio
Via Procaccini 4
Milano

 

Dopo un periodo di residenza artistica al DiDStudio all’interno del progetto di Residenze Artistiche NAOcrea 2017MY.TRUE.SELF.Revisited si apre al pubblico con uno sharingche si terrà il 20 aprile 2017 alle ore 17.00, al DiDstudio c/o Fabbrica del Vapore.

M.T.S.REVISITED rivisita dopo sette anni la coreografia scritta da Maya Weinberg per gli undici danzatori della compagnia italiana Fattoria Vittadini nel 2010.
L’opera mostra le dinamiche del desiderio e della perdita dell’identità, esplora la ricerca di essere qualcun altro come mezzo per liberare il proprio vero “io” e realizzarsi a livello personale, attraverso la creazione di una nuova idea di se stessi. Prendendo spunto da immagini create a partire dal proprio mondo interiore, i danzatori segnano i confini del proprio territorio e contemporaneamente scolpiscono nel corpo le caratteristiche necessarie per costruire una identità altra. Non sempre riescono nel loro intento: vuoto e senso di perdita popolano la scena e lo spazio acquista una nuova densità. Per un attimo, sembra che i danzatori siano veramente riusciti ad ottenere il loro scopo…
Oltre alla componente “umana”, My.True.Self. Revisited aspira anche a catturare quegli elementi che alimentano e influenzano ogni singolo artista nella ricerca del vero “io”: spazio, suono e oggetti immobili.

Fattoria Vittadini nasce a Milano nel 2009 dalla volontà degli undici allievi del corso di Teatro-Danza della Scuola Paolo Grassi (all’epoca chiamato Atelier) di continuare insieme la strada nel campo delle arti performative. Riuscire a mantenere unito un gruppo così numeroso in un sistema – quello delle performing arts – sempre più difficile è un progetto ambizioso: Fattoria Vittadini però nasce profondamente convinta che sia proprio nell’idea di collettività e di lavoro condiviso una delle possibili soluzioni all’attuale crisi che domina il settore. La compagnia diventa quindi un gruppo in grado di mettere in risalto le individualità, lasciando agli undici interpreti anche lo spazio per condurre il proprio personale percorso di formazione, perfezionamento e crescita.

 

Produzione: Fattoria Vittadini
Cast: Cesare Benedetti, Chiara Ameglio, Noemi Bresciani, Maria Giulia Serantoni, Riccardo Olivier, Francesca Penzo
Coreografie: Maya Weinberg
Drammaturgia: Shir Freibach
Scene:
 Claire Pasquier
Costumi: Giada Masi
Luci: Karim Abou Dahab
produzione: 
Fattoria Vittadini con il supporto di: Fondazione Cariplo
collaborazione: Fondazione Milano, Ariella Vidach – AIEP, Istituto Italiano di Cultura Tel Aviv e GAi-Movin’ up

Ioannis Mandafounis / Apersona

01/04/2017 – 02/04/2017 – 20:30

DiDstudio
Via Procaccini 4
Milano

SABATO 1 E DOMENICA 2 APRILE 2017 – ORE 20.30 – DiDstudio Brillanti, vivaci e poliedrici, Ioannis Mandafounis ed Elena Giannotti propongono in “ApersonA” un divertente duo con […]

 

SABATO 1 E DOMENICA 2 APRILE 2017 – ORE 20.30 – DiDstudio

Brillanti, vivaci e poliedrici, Ioannis Mandafounis ed Elena Giannotti propongono in “ApersonA” un divertente duo con una proposta concettuale, che paradossalmente scardina con ironia l’idea stessa di concettuale. “ApersonA” è una pièce che si sviluppa come un tableau mouvant, proprio come la A maiuscola che inizia e termina il nome dell’enigmatico personaggio del titolo. L’idea portante è creare un’opera buffa, il cui libretto si costruisca attraverso l’organicità di suoni, gesti e spazi. I due corpi e l’emozione della loro presenza, insieme al susseguirsi dei movimenti, fanno emergere dei personaggi e dei ruoli, dai quali nasce a sua volta un récit involontario.  È la rivisitazione dei codici della commedia musicale attraverso un gioco raffinato, dove il canto diventa corpo danzante e i movimenti una partitura sonora. In questo progetto, il corpo non è sul ritmo o sulla melodia, ma ricrea su se stesso la loro intensità evocatrice ed emozionale. La sovrapposizione di stereotipi ricombinati confonde lo spettatore, attraverso humor, dramma, auto-sarcasmo: il lavoro è costruito sulla relazione tra due “Persona”, il loro coinvolgimento ambiguo è il collante per un viaggio emozionale.

Compagnia Cie Ioannis Mandafounis

Concept Ioannis Mandafounis
Coreografia: Ioannis Mandafounis, Elena Giannotti
Danzatori: Ioannis Mandafounis, Elena Giannotti
Supporto Drammaturgico: Myriam Kridi
Luci: David Kretonic
Costumi: Marion Schmid
Production management Mélanie Fréguin
Coproduzione: Association pour la danse contemporaine ADC – Geneva, Theater Südpol – Luzern, Theatre DeSingel – Antwerp, Prairie – Migros Cultural Percentage
Con il supporto di: Prairie – Migros cultural percentage, Pro Helvetia – swiss art council, State of Geneva, Corodis, Lottery romande, SSA
Produzione 2014

Durata 50 min

 

Biglietti – Acquista su vivaticket

Intero 15,00€

Ridotto 10,00€

Salvo Lombardo / Casual Bystander

SPETTACOLO all’interno di DANAE Festival

Salvo Lombardo (1986), performer, coreografo e regista, ha studiato Filologia moderna a Catania e Discipline dello spettacolo a La Sapienza di Roma. Nel 2009 si diploma alla Scuola d’Arte drammatica del Teatro Stabile di Catania. Negli anni collabora con numerosi artisti del panorama italiano e internazionale. Casual Bystanders è la riconfigurazione coreografica di un corpus di gesti ricavati da frammenti gestuali e verbali dedotti dall’osservazione dei “passanti” in spazi pubblici tra il 2014 e il 2015, da parte di Salvo Lombardo. Dal procedimento mimetico alla trasfigurazione del gesto semplice, tra le rovine del movimento, nel sedimento di qualcosa che è già-stato, per esperire un corpo-presente.

Ideazione, coreografia e regia Salvo Lombardo; con Lucia Cammalleri, Daria Greco, Salvo Lombardo; disegno luci e video Luca Brinchi, Maria Elena Fusacchia; musica Luc Ferrari; sovrapposizioni sonore Salvo Lombardo; disegno del suono Fabrizio Alviti; tecnico di console Massimo Bevilacqua; distribuzione Caterina Consolati per Karamazov Associati; coproduzione Fabbrica Europa, CapoTrave-Kilowatt/Karamazov Associati, Festival Oriente Occidente; con il sostegno di Anghiari Dance Hub e di Inteatro Festival, DiD studio, Danae Festival, Teatro Spazio Electa/ACS Abruzzo, Villaggio d’Artista, Verdecoprente Residenze, Centro di Palmetta, [Non] Museo.

Durata 45 min

www.casualbystanders.wixsite.com/casualbystander

Swiss Contemporary Factory

SWISS CONTEMPORARY FACTORY porta per la prima volta a Milano un articolato programma che mette in luce la visionarietà e l’audacia linguistica della scena svizzera contemporanea nell’ambito della performance e della coreografia di ricerca.

 

All’interno del focus una generazione di autori e coreografi indipendenti che hanno consolidato il proprio segno artistico in forme molto diverse, sono avvicinati per l’attitudine rigorosa nei confronti del dispositivo teatrale, dello spazio scenico, del lavoro sul corpo, conducendo lo sguardo dello spettatore in territori inconsueti  e perturbanti.
Dal 24 ottobre al 16 dicembre 2017 incontri, masterclass, spettacoli, concerti, tavole rotonde, si articolano in un fitto programma che coinvolge sette formazioni artistiche elvetiche e diversi spazi, in un’inedita mappatura della città di Milano che dai luoghi tradizionali di Danae e NAO Performing festival si irradia da Parco Nord sino alla prestigiosa sede dell’Istituto Svizzero e al Museo del Novecento. Risultato di un’innovativa metodologia di coprogettazione interfestivaliera, SWISS CONTEMPORARY FACTORY  nasce dalla collaborazione di DANAE Festival e DiDstudio, realtà che da anni operano nel tessuto culturale milanese con progetti interdisciplinari attraverso uno sguardo non convenzionale sulla performance e sulla nuova coreografia.
La sua realizzazione è possibile grazie al sostegno dI Pro Helvetia e dell’Istituto Svizzero.

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Many

“Siamo in un momento di cambiamento: l’arte e la danza sono chiamate a interfacciarsi con il contesto territoriale e sociale, a fornire la loro visione e interpretazione di problematiche di interesse collettivo e a relazionarsi in maniera sempre crescente, a livello nazionale e internazionale, con il sistema dell’educazione, del turismo e della cultura in generale.”

 

“Il mondo della danza si trova quindi nella necessità di dover puntare sulla formazione di giovani performer che sappiano far dialogare efficacemente le nuove competenze e modalità espressive, offerte dal contesto multimediale contemporaneo, con le tradizioni e la trasmissione del sapere, etnografia di una memoria del passato, acquisite tramite un confronto diretto intergenerazionale reale e proficuo. Il settore danza, lavorando in quel territorio neutro e basilare in cui ad agire è il corpo, plurale e senza tempo, si presta perfettamente al proposito multidisciplinare e interculturale del dialogo tra mondi differenti”.
In questi termini risiede la capacità di innovare il sistema del progetto MANY- La danza incontra la città 2015-2017: nel portare i modelli di formazione del giovane autore di danza e di produzione dello spettacolo, fuori dai propri confini di settore, per rinforzarli, con interventi di ricerca sociale, studio del gesto, e analisi sul campo di diversi territori e problematiche.
Il progetto si ispira per questo a un’idea di arte e di danza non più limitatamente autoreferenziale, ma impegnata in un confronto dialettico con la dimensione sociale in cui è inserita e da cui trae energia e si alimenta. Dimensione sociale in cui il corpo fisico e storico, quale patrimonio immateriale appartenente a un luogo e ai suoi abitanti, viene valorizzato e reso linguaggio universale. Le attività saranno, inoltre, strutturate in modo da fornire innumerevoli occasioni di visibilita? e confronto con realtà e pratiche del sistema culturale e dello spettacolo nazionale e internazionale al fine di orientare i nuovi talenti verso occasioni di scambio e coproduzione locale e internazionale.
La necessità di promuovere una pluralità di espressioni all’interno del sistema della danza ha orientato il progetto MANY a integrare al suo interno una riflessione su forme gestuali differenti come quelle derivanti dai saperi artigianali. Queste arti basate sulla trasmissione del sapere manuale da una generazione all’altra, trovano infatti nel gesto, nella sua sinteticità, efficacia, ma anche nella sua estetica, la loro origine e forza. Per questo le arti del fare costituiscono per i giovani danzatori e coreografi un’interessante fonte di espressività e gestualità nuove.

Per maggiori informazioni  many-project.tumblr.com/
Progetti DIDstudio

Performance, Festival, workshop, summer school diversificata realizzata in partenariato con le più interessanti realtà della scena milanese.

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Gruppo Nanou

17 dicembre ore 21.00 c/o DiDstudio, Fabbrica del Vapore
gruppo NANOU
Alphabet / Mappe

coreografia: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Gloria Dorliguzzo
suono: Roberto Rettura

 

Dopo la residenza NAOcrea negli spazi di DiDstudio / Ariella Vidach AiEP, Milano, gruppo nanou presenta un inedito passaggio del lavoro di analisi sulla scrittura coreografica.
Mappe:
1. in matematica, sinonimo di applicazione, funzione, corrispondenza;
2. rappresentazione grafica in dettaglio di una zona;
3. geografia, prospetto, schema;
4. In informatica, la lista delle posizioni in memoria (o indirizzi) delle istruzioni o delle variabili?di un programma codificato.
5. parte della chiave che viene introdotta nella toppa per azionare il meccanismo della serratura.
treccani.it
Lo spazio è una mappa che il danzatore deve rispettare per ottenere quel limite capace di verificare l’evidenza del lavoro, sottolineandone i percorsi da intraprendere.
La mappa è un’evidenza che permette la lettura di ciò che l’azione coreutica sta svolgendo.
Compito della coreografia è evidenziare il limite per trovare le vie di fuga, per afferrarne l’incidente creativo.

 

Ruth Childs

16 dicembre 2017  ore 21:00 c/o DiDstudio, Fabbrica del Vapore, Milano
RUTH CHILDS
Pastime / Carnation / Museum Piece

Coreografia Lucinda Childs
Danza Ruth Childs
Disegno luci Eric Wurtz
Regia generale Pierre Montessuit/Marie Predour
Produzione SCARLETT’S
Coproduzione ADC – Association pour la danse contemporaine
Amministrazione e distribuzione Tutu Production
Sostenuto da La Ville de Genève, Canton de Genève, Stanley Johnson, Loterie Romande, Corodis, Fondation Nestlé pour l’Art, Fondation Vuitton e Pro Helvetia

 

 

Seguono le proiezioni dei film:
Calico Mingling
Coreografia Lucinda Childs
Realizzazione Babette Mangolte
Interpret Susan Brody, Lucinda Childs, Nancy Fuller et Judy Padow

Katema
Coreografia e interpretazione Lucinda Childs
Fotografia Renato Berta
Luogo Kunsthaus Zürich

 

I primi assoli di Lucinda Childs, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2017, tornano nuovamente in scena grazie all’attenta operazione di reenactment della nipote Ruth Childs, coreografa inglese residente in Svizzera, che presenta i lavori che hanno caratterizzato le esperienze dell’icona della postmodern dance nel periodo del Judson Theatre. Pastime (1963, Carnation (1964), Museum Piece (1965) rappresentano ancora oggi, dopo 50 anni dal loro debutto, esempi di freschezza compositiva e audacia nella sperimentazione, infrangendo e decostruendo le consuetudini del corpo e della sua rappresentazione.

Ruth Childs, dopo una formazione classica, intraprende un percorso professionale nel Ballet Junior in Svizzera, durante il quale ha l’opportunità di lavorare con un gruppo eterogeneo di coreografi quali Foofwa d’Imobilité, La Ribot, Gilles Jobin e Massimo Furlan. Nel 2014 “eredita” una serie di soli di Lucinda Childs. Parallelamente conduce un percorso musicale con la band SCARLETT’S FALL, un electro/minimal/girlie/dirty/kitchen/pop duo.

 


Photo by Grégoty Batardon

 

Fabritia D’Intino

15 dicembre 2017 ore 21.00 c/o DiDstudio _ Fabbrica del Vapore
FABRITIA D’INTINO
Wannabe

Coreografia e danza: Fabritia D’Intino
Musica Live: Federico Scettri
Produzione Indipendente
Supporto: Fabbrica Europa, SpazioK.Kinkaleri, Centro Pecci, CALA Festival, Spazio ZUT!
Si ringraziano: Tiziano Massaroni, Stefano Romagnoli e Dance Gallery.

 

Wannabe è una collaborazione tra la coreografa Fabritia D’Intino e il musicista Federico Scettri incentrata sulla riflessione sul rapporto tra danza e musica nella cultura contemporanea, in cui i corpi sono spinti esposti a modelli irreali, forzati ed artificiali verso la riproduzione e l’esaltazione di un virtuosismo quasi pornografico.
La cultura pop occidentale diventa così base contemplativa del corpo in movimento in un viaggio fisico di riconoscimento e liberazione dai codici che ci appartengono e rappresentano tutti.
L’intento è quello di creare un collage di codici. Una traiettoria ben strutturata attraverso la cultura pop occidentale. L’obiettivo finale è rendere tutti partecipi di un viaggio fisico di riconoscimento e liberazione.
Wannabe nel 2017 vince il premio (In)Generazione promosso dalla Fondazione Fabbrica Europa ed il premio Tu 35 Expanded promosso dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.

 

Biografie:

Fabritia D’Intino (Foligno,1986) è una danzatrice e coreografa. Si laurea nel 2008 presso l’Accademia Nazionale di Danza (Roma) e nel 2011 presso ArtEZ Hogeschool voor de Kunsten (Arnhem,Olanda). Dopo gli studi inizia una carriera internazionale freelance sviluppando e presentando i suoi lavori in collaborazione con diversi artisti in Europa, Stati Uniti e America Latina con il supporto di varie istituzioni.

Federico Scettri (Roma,1985) inizia presto a suonare la batteria e si esibisce in diverse formazioni che lo porteranno in giro per l’Italia e l’Europa, lavorando con musicisti come Gianluca Petrella, Francesco Bearzatti, William Parker, Paolo Fresu, Jamaladeen Tacuma, Francesco Diodati e Cristina Zavalloni. Ha registrato più di quindici dischi e in particolare dal 2007 al 2014 collabora intensamente con l’etichetta indipendente italiana “El Gallo Rojo”.

 

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