Swiss Contemporary Factory

SWISS CONTEMPORARY FACTORY porta per la prima volta a Milano un articolato programma che mette in luce la visionarietà e l’audacia linguistica della scena svizzera contemporanea nell’ambito della performance e della coreografia di ricerca.

 

 

All’interno del focus una generazione di autori e coreografi indipendenti che hanno consolidato il proprio segno artistico in forme molto diverse, sono avvicinati per l’attitudine rigorosa nei confronti del dispositivo teatrale, dello spazio scenico, del lavoro sul corpo, conducendo in territori inconsueti  e perturbanti lo sguardo dello spettatore.
Dal 24 ottobre al 16 dicembre 2017 incontri, masterclass, spettacoli, concerti, tavole rotonde, si articolano in un fitto programma che coinvolge 7 formazioni artistiche elvetiche e diversi spazi, in un’inedita mappatura della città di Milano che dai luoghi tradizionali di Danae e NAO Performing festival si irradia da Parco Nord sino alla prestigiosa sede dell’Istituto Svizzero e al Museo del Novecento. Risultato di un’innovativa metodologia di coprogettazione interfestivaliera, SWISS CONTEMPORARY FACTORY  nasce dalla collaborazione di DANAE Festival e DiDstudio, realtà che da anni operano nel tessuto culturale milanese con progetti interdisciplinari attraverso uno sguardo non convenzionale sulla performance e sulla nuova coreografia.
La sua realizzazione è possibile grazie al sostegno dI Pro Helvetia e dell’Istituto Svizzero.

vai al Programma >>
Many

“Siamo in un momento di cambiamento: l’arte e la danza sono chiamate a interfacciarsi con il contesto territoriale e sociale,
a fornire la loro visione e interpretazione di problematiche di interesse collettivo e a relazionarsi in maniera sempre crescente, a livello nazionale e internazionale, con il sistema dell’educazione, del turismo e della cultura in generale.”

 

 

“Il mondo della danza si trova quindi nella necessita? di dover puntare sulla formazione di giovani performer che sappiano far dialogare efficacemente le nuove competenze e modalita? espressive, offerte dal contesto multimediale contemporaneo, con le tradizioni e la trasmissione del sapere, etnografia di una memoria del passato, acquisite tramite un confronto diretto intergenerazionale reale e proficuo.?Il settore danza, lavorando in quel territorio neutro e basilare in cui ad agire e? il corpo, plurale e senza tempo, si presta perfettamente al proposito multidisciplinare e interculturale del dialogo tra mondi differenti.”
In questi termini risiede la capacita? di innovare il sistema del progetto MANY- La danza incontra la citta? 2015-2017: nel portare i modelli di formazione del giovane autore di danza e di produzione dello spettacolo, fuori dai propri confini di settore, per rinforzarli, con interventi di ricerca sociale, studio del gesto, e analisi sul campo di diversi territori e problematiche.
Il progetto si ispira per questo a un’idea di arte e di danza non piu? limitatamente autoreferenziale, ma impegnata in un confronto dialettico con la dimensione sociale in cui e? inserita e da cui trae energia e si alimenta. Dimensione sociale in cui il corpo fisico e storico, quale patrimonio immateriale appartenente a un luogo e ai suoi abitanti, viene valorizzato e reso linguaggio universale.?Le attivita? saranno inoltre strutturate in modo da fornire innumerevoli occasioni di visibilita? e confronto con realta? e pratiche del sistema culturale e dello spettacolo nazionale e internazionale al fine di orientare i nuovi talenti verso occasioni di scambio e coproduzione locale e internazionale.
La necessita? di promuovere una pluralita? di espressioni all’interno del sistema della danza ha orientato il progetto MANY a integrare al suo interno una riflessione su forme gestuali differenti come quelle derivanti dai saperi artigianali. Queste arti basate sulla trasmissione del sapere manuale da una generazione all’altra, trovano infatti nel gesto, nella sua sinteticita?, efficacia, ma anche nella sua estetica, la loro origine e forza. Per questo le arti del fare costituiscono per i giovani danzatori e coreografi un’interessante fonte di espressivita? e gestualita? nuove.

Per maggiori informazioni  many-project.tumblr.com/
Progetti DIDstudio

Performance, Festival, workshop, summer school diversificata realizzata in partenariato con le più interessanti realtà della scena milanese.

No Post found
Gruppo Nanou

17 dicembre ore 21.00 c/o DiDstudio, Fabbrica del Vapore
gruppo NANOU
Alphabet / Mappe

coreografia: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Gloria Dorliguzzo
suono: Roberto Rettura

 

Dopo la residenza NAO CREA negli spazi di DiDstudio / Ariella Vidach Aiep, Milano, gruppo nanou presenta un inedito passaggio del lavoro di analisi sulla scrittura coreografica.
Mappe:
1. in matematica, sinonimo di applicazione, funzione, corrispondenza;
2. rappresentazione grafica in dettaglio di una zona;
3. geografia, prospetto, schema;
4. In informatica, la lista delle posizioni in memoria (o indirizzi) delle istruzioni o delle variabili?di un programma codificato.
5. parte della chiave che viene introdotta nella toppa per azionare il meccanismo della serratura.
treccani.it
Lo spazio è una mappa che il danzatore deve rispettare per ottenere quel limite capace di verificare l’evidenza del lavoro, sottolineandone i percorsi da intraprendere.
La mappa è un’evidenza che permette la lettura di ciò che l’azione coreutica sta svolgendo.
Compito della coreografia è evidenziare il limite per trovare le vie di fuga, per afferrarne l’incidente creativo.

 

Ruth Childs

16 dicembre 2017  ore 21:00 c/o DiDstudio, Fabbrica del Vapore, Milano
RUTH CHILDS
Pastime / Carnation / Museum Piece

Coreografia Lucinda Childs
Danza Ruth Childs
Disegno luci Eric Wurtz
Regia generale Pierre Montessuit/Marie Predour
Produzione SCARLETT’S
Coproduzione ADC – Association pour la danse contemporaine
Amministrazione e distribuzione Tutu Production
Sostenuto da La Ville de Genève, Canton de Genève, Stanley Johnson, Loterie Romande, Corodis, Fondation Nestlé pour l’Art, Fondation Vuitton e Pro Helvetia

 

 

Seguono le proiezioni dei film:
Calico Mingling
Coreografia Lucinda Childs
Realizzazione Babette Mangolte
Interpret Susan Brody, Lucinda Childs, Nancy Fuller et Judy Padow

Katema
Coreografia e interpretazione Lucinda Childs
Fotografia Renato Berta
Luogo Kunsthaus Zürich

 

I primi assoli di Lucinda Childs, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2017, tornano nuovamente in scena grazie all’attenta operazione di reenactment della nipote Ruth Childs, coreografa inglese residente in Svizzera, che presenta i lavori che hanno caratterizzato le esperienze dell’icona della postmodern dance nel periodo del Judson Theatre. Pastime (1963, Carnation (1964), Museum Piece (1965) rappresentano ancora oggi, dopo 50 anni dal loro debutto, esempi di freschezza compositiva e audacia nella sperimentazione, infrangendo e decostruendo le consuetudini del corpo e della sua rappresentazione.

Ruth Childs, dopo una formazione classica, intraprende un percorso professionale nel Ballet Junior in Svizzera, durante il quale ha l’opportunità di lavorare con un gruppo eterogeneo di coreografi quali Foofwa d’Imobilité, La Ribot, Gilles Jobin e Massimo Furlan. Nel 2014 “eredita” una serie di soli di Lucinda Childs. Parallelamente conduce un percorso musicale con la band SCARLETT’S FALL, un electro/minimal/girlie/dirty/kitchen/pop duo.

 


Photo by Grégoty Batardon

 

Fabritia D’Intino

15 dicembre 2017 ore 21.00 c/o DiDstudio _ Fabbrica del Vapore
FABRITIA D’INTINO
Wannabe

Coreografia e danza: Fabritia D’Intino
Musica Live: Federico Scettri
Produzione Indipendente
Supporto: Fabbrica Europa, SpazioK.Kinkaleri, Centro Pecci, CALA Festival, Spazio ZUT!
Si ringraziano: Tiziano Massaroni, Stefano Romagnoli e Dance Gallery.

 

Wannabe è una collaborazione tra la coreografa Fabritia D’Intino e il musicista Federico Scettri incentrata sulla riflessione sul rapporto tra danza e musica nella cultura contemporanea, in cui i corpi sono spinti esposti a modelli irreali, forzati ed artificiali verso la riproduzione e l’esaltazione di un virtuosismo quasi pornografico.
La cultura pop occidentale diventa così base contemplativa del corpo in movimento in un viaggio fisico di riconoscimento e liberazione dai codici che ci appartengono e rappresentano tutti.
L’intento è quello di creare un collage di codici. Una traiettoria ben strutturata attraverso la cultura pop occidentale. L’obiettivo finale è rendere tutti partecipi di un viaggio fisico di riconoscimento e liberazione.
Wannabe nel 2017 vince il premio (In)Generazione promosso dalla Fondazione Fabbrica Europa ed il premio Tu 35 Expanded promosso dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.

 

Biografie:

Fabritia D’Intino (Foligno,1986) è una danzatrice e coreografa. Si laurea nel 2008 presso l’Accademia Nazionale di Danza (Roma) e nel 2011 presso ArtEZ Hogeschool voor de Kunsten (Arnhem,Olanda). Dopo gli studi inizia una carriera internazionale freelance sviluppando e presentando i suoi lavori in collaborazione con diversi artisti in Europa, Stati Uniti e America Latina con il supporto di varie istituzioni.

Federico Scettri (Roma,1985) inizia presto a suonare la batteria e si esibisce in diverse formazioni che lo porteranno in giro per l’Italia e l’Europa, lavorando con musicisti come Gianluca Petrella, Francesco Bearzatti, William Parker, Paolo Fresu, Jamaladeen Tacuma, Francesco Diodati e Cristina Zavalloni. Ha registrato più di quindici dischi e in particolare dal 2007 al 2014 collabora intensamente con l’etichetta indipendente italiana “El Gallo Rojo”.

 

Leonardo Diana

12 dicembre2017 ore 21.00  c/o DiDstudio, Fabbrica del Vapore, Milano
LEONARDO DIANA
EGON: Introspettiva da Klimt a Schiele

coreografia: Leonardo Diana
con: Barbara Carulli, Valentina Sechi, Naomi Segazzi, Leonardo Diana
video: PROFORMA – Nicola Buttari, Martino Chiti
musica: Andrea Serrapiglio, Luca Serrapiglio
light design: Gabriele Termine
Produzione Versiliadanza 2017

 

“Egon – introspettiva da Klimt e Schiele” è un progetto multidisciplinare incentrato sulla poetica dei pittori Gustav Klimt ed Egon Schiele, nella “grande Vienna” a cavallo del primo ‘900.
Lo spettacolo si sviluppa nella relazione tra corpo, gesto e nuove tecnologie (in particolare nella musica, nel video e nell’utilizzo di software) in una ricerca ispirata alla rappresentazione degli archetipi che mostrano le loro ambiguità, figli delle contraddizioni della società nella quale sono costretti a vivere, oggi come allora.
Lo sviluppo della coreografia si muoverà tra conflitti e opposizioni, generati da dicotomie e binomi come luce e ombra, eros e thanatos, apollineo e dionisiaco, simmetria e asimmetria, identità e doppio, riconoscimento e spaesamento.

 

Martin Schick

11 dicembre 2017 ore 21.00  c/o DiDstudio, Fabbrica del Vapore, Milano
MARTIN SCHICK
Halfbread Technique

Ideazione, performance scenografia, drammaturgia e amministrazione: Martin Schick con un danzatore proveniente da una nazione in difficoltà economiche
Ironicamente supportato dalla Fondation Nestlé pour l’Art
Si ringrazia Kiriakos Hadjiioannou

 

 

12 dicembre 2017 dalle ore 10.00 alle ore 13.00 c/oDiDstudio, Fabbrica del Vapore
MARTIN SCHICK
Masterclass
Dedicata a performer, artisti, danzatori, attori

 

 

HALFBREAD TECHNIQUE è parte delle LOW BUDGET SERIES, una serie di performance realizzate da Martin Schick e prodotte in condizioni low budget. Risultato di una ricerca sul post-capitalismo, il lavoro consiste in un dispositivo performativo di grande ironia in cui Martin Schick invita a riconsiderare la condivisione come risposta al sistema neoliberista. Con la collaborazione di un danzatore migrante e dell’audience stessa, mette in scena la relazione tra benefattori e beneficenza portando il concetto della carità ad un assurdo.
Martin Schick è un artista e performer svizzero freelance che vive e lavora in forma nomadica. I suoi lavori sono riconosciuti ed esposti internazionalmente da istituzioni e festival quali Manifesta 11, Theaterspektakel Zurich, PSA Shanghai or the Fringe Festival Beijing.

 

Salvo Lombardo

8 dicembre 2017 ore 21:00 c/o DiDstudio, Fabbrica del Vapore
SALVO LOMBARDO \ Chiasma
Present Continuous_white specific

ideazione, coreografia e regia Salvo Lombardo
performance Cesare Benedetti, Lucia Cammalleri, Daria Greco, Salvo Lombardo
collaborazione coreografica Daria Greco
disegno luci ed elementi scenografici Loris Giancola
elaborazioni sonore Fabrizio Alviti
produzione Festival Oriente Occidente
in coproduzione con Chiasma, Versiliadanza
con il sostegno di DiD Studio – Ariella Vidach AiEP, Versilia Danza, Anghiari Dance Hub, Teatri di Vita
un ringraziamento a Studio Azzurro – Area Ricerca Progressiva
durata 40 minuti

 

Dopo avere collezionato i movimenti e i gesti dei passanti con il progetto Casual bystanders e sviluppato le dinamiche del gioco e della socialità con il progetto Twister, Salvo Lombardo prosegue con Present continuous la sua indagine sul rapporto tra memoria, percezione e movimento nell’osservazione del reale. Un ready made gestuale in cui il pretesto cinetico della performance si basa sulla memoria condivisa di una stessa esperienza – una serata in un music club – durante la quale i performer hanno osservato e incamerato un sistema di posture, atti motori e modalità relazionali delle persone presenti.

 

BIO:
Salvo Lombardo, performer, coreografo e regista, ha approfondito gli interstizi tra la danza, il teatro e le arti visive collaborando con numerosi artisti del panorama italiano e internazionale sia in ambito teatrale che coreutico. I suoi lavori sono ospitati in molti festival, teatri e musei sia in Italia che all’estero. Fino al 2015 è stato co-fondatore e regista di Clinica Mammut. Nel 2015-2016 è stato coreografo residente ad Anghiari Dance Hub dove ha creato Casual Bystanders. Nel 2017 fonda il gruppo di lavoro Chiasma, impegnato nella realizzazione di azioni e manufatti in ambito performativo e artistico.

 

Norme per la trasparenza →