Borderline danza / Il canto di Orfeo

“IL CANTO DI ORFEO: ARMONICO” – BORDERLINE DANZA

14/05/2017 – 20:30

 

Va in scena il 14 maggio 2017 alle ore 20.30 negli spazi del DiDStudio alla Fabbrica del Vapore, nell’ambito del Progetto Dancecrossing, la compagnia Borderline Danza con lo spettacolo Il canto di Orfeo: armonico.

“…La strada lunga di paure ormai compiuta, lui saliva all’aria della terra dietro ai passi di Orfeo……. e poi più non vide lui che vaghe ombre toccava, lui che voleva parlare della luce…”
Da questi versi ispirati alla nota e triste vicenda di Orfeo ed Euridice, un amore sfortunato, che nulla può contro il destino e le sue forze, prende il via la coreografia di Claudio Malangone, che vede protagonisti due danzatori della compagnia. Nell’atmosfera impalpabile dell’attesa, e della dolorosa (e masochistica) reminiscenza del passato i due protagonisti rimangono così nello stesso posto, incatenati dalla separazione, dalla distanza, dal perdersi o dal non ritrovarsi.
Una creazione che da impalpabile coreografia, ispirata a una storia che arriva dall’antichità, diventa uno studio sulla resistenza, sul dolore, sulla mancanza.

Borderline Danza, associazione culturale fondata e diretta dal salernitano Claudio Malangone, è attiva con i suoi progetti sulla scena nazionale fin dal 1992, e dal 2000 è riconosciuta e sovvenzionata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Campania e dagli Enti locali per le sue attività di produzione, di formazione del pubblico e dei danzatori, per la promozioni di eventi.
Il gruppo di danza, costituito quasi interamente da un nucleo stabile di danzatori, sviluppa un lavoro di ricerca che cerca di destrutturare il movimento, nato dalla propria capacità di introspezione e di invenzione, e cerca anche di analizzarlo, fonderlo o confonderlo… Da qui il nome della compagnia: Borderline, una linea di confine che ridisegna continuamente il concetto di esperienza e di rappresentazione.


Il Canto di Orfeo: armonico

Concept, coreografia e regia: Claudio Malangone
Autori/interpreti: Luigi Aruta, Antonio Formisano
Musiche: AAVV
Videoinstallazioni: Checco Petrone
Costumi: Borderlinedanza

BIGLIETTI
Intero: 10€
Ridotto: 6€

Abbonamento  3 spettacoli al DiDstudio: 10,00€

14/05/2017 – 20:30

Luogo
DiD Studio
Via Procaccini 4
Milano

Paola Lattanzi / Dopo la fine

PROGETTO BROKENHAUS/PAOLA LATTANZI: “DOPO LA FINE” – SHARING

30/04/2017 – 20:30 – 21:30

 

Inserita nell’ambito del programma di residenze artistiche NAOCrea 2017, la residenza artistica di Paola Lattanzi con il Progetto Brokenhaus presenta al pubblico il risultato della ricerca dal titolo Dopo la fine in uno sharing aperto al pubblico il 30 aprile alle ore 20.30 presso il DiDStudio c/o Fabbrica del Vapore.

Dopo la fine è un avvicinamento attraverso il linguaggio coreografico a uno dei più complessi e affascinanti esempi della letteratura mondiale: la Commedia dantesca. Il lavoro rappresenta la proposta di leggere Dante in modo attuale: un approccio visivo al testo, che registra posture e movimenti e le reinstalla nello spazio di volta in volta come tableaux vivant. Ma è anche una proposta di rilettura dell’Inferno in una dimensione coreografica: Dante sposta le anime, le installa in uno spazio sempre preciso, attribuisce loro qualità fisiche e cinetiche specifiche, le fa sospingere dalla bufera incessante, le trasforma in alberi, le fa muovere con ossa/rami spezzati.
“Dante è un’icona pop mondiale, ma chi è Dante per me?”. Il materiale coreografico e drammaturgico nascono dalle risposte dei danzatori e della coreografa a questa domanda: la danza prende forma nelle idee come nel corpo, in un corpo consapevole della valenza espressiva di ogni gesto e in un immaginario capace di allegoria.

La compagnia Progetto Brockenhaus, nata nel 2008, ha creato diversi spettacoli di teatro fsico e varie performance site-specifc rappresentati in numerosi festival e realtà teatrali del territorio Svizzero ed Europeo. La compagnia è in un continuo processo di ricerca di un linguaggio estetico, artistico e poetico che attraversi differenti arti sceniche quali il teatro, la danza, la musica e le arti visive. Gli interpreti e fondatori della compagnia, Elisabetta di Terlizzi, Piera Gianotti, Francesco Manenti, Emanuel Rosenberg, collaborano da tempo con alcune tra le più conosciute compagnie di teatro-danza.

Paola Lattanzi, coreografa, danzatrice e organizzatrice, docente di danza, si è laureata alla Amsterdam University of the Arts in coreografa (SNDO-School for new dance development). Si forma con maestri quali: David Zambrano, Katie Duck, Kurt Koegel, Lisa Nelson, Nancy Stark Smith, Daniel Lepkoff, Steve Paxton. Nel 2015 vince il premio “Tersicore” come migliore interprete contemporanea con “Sopra di me il diluvio” (coregrafa di Enzo Cosimi), un assolo che l’anno precedente vinceva il premio “Danza & Danza” come miglior spettacolo italiano.
Il suo primo lavoro viene presentato ad Amsterdam nel 2003, e da allora si dedica alla coreografa e alla formazione; dal 2014 è docente presso la Civica Paolo Grassi, per il corso teatro danza coordinato da Marinella Guatterini.

Dopo la fine 
ideazione e direzione Paola Lattanzi
con Elisabetta di Terlizzi, Piera Gianotti, Paola Lattanzi, Emanuel Rosenberg
disegno luci Gianni Staropoli
costumi Laura Pennisi
video proiezioni Andreas Gysin
produzione LAC Lugano Arte e Cultura, Progetto Brockenhaus in collaborazione con Ariella Vidach Aiep nell’ambito delle residenze artistiche Naocrea 2017, Teatro di Sacco – Perugia (I)
coproduzione Divisione Eventi e Congressi – Lugano
con il sostegno di Comune Capriasca, Città di Lugano, Dipartimento della cultura -DECS, Pro Helvetia, Ernst-Göhner Stiftung, Migros Kulturprozent, Örtli Stiftung, Fundaziun Not Vital, Società Dante Alighieri – CH

30/04/2017 – 20:30 – 21:30

Luogo
DiD Studio
Via Procaccini 4
Milano

Fattoria Vittadini / My true self revisited

MY.TRUE.SELF.REVISITED (ESTRATTI) – SHARING DI FATTORIA VITTADINI

20/04/2017 – 17:00 – 18:00

DiDstudio
Via Procaccini 4
Milano

 

Dopo un periodo di residenza artistica al DiDStudio all’interno del progetto di Residenze Artistiche NAO Crea 2017MY.TRUE.SELF.Revisited si apre al pubblico con uno sharingche si terrà il 20 aprile 2017 alle ore 17.00, al DiDStudio c/o Fabbrica del Vapore.

M.T.S.REVISITED rivisita dopo sette anni la coreografia scritta da Maya Weinberg per gli undici danzatori della compagnia italiana Fattoria Vittadini nel 2010.
L’opera mostra le dinamiche del desiderio e della perdita dell’identità, esplora la ricerca di essere qualcun altro come mezzo per liberare il proprio vero “io” e realizzarsi a livello personale, attraverso la creazione di una nuova idea di se stessi. Prendendo spunto da immagini create a partire dal proprio mondo interiore, i danzatori segnano i confini del proprio territorio e contemporaneamente scolpiscono nel corpo le caratteristiche necessarie per costruire una identità altra. Non sempre riescono nel loro intento: vuoto e senso di perdita popolano la scena e lo spazio acquista una nuova densità. Per un attimo, sembra che i danzatori siano veramente riusciti ad ottenere il loro scopo…
Oltre alla componente “umana”, My.True.Self. Revisited aspira anche a catturare quegli elementi che alimentano e influenzano ogni singolo artista nella ricerca del vero “io”: spazio, suono e oggetti immobili.

Fattoria Vittadini nasce a Milano nel 2009 dalla volontà degli undici allievi del corso di Teatro-Danza della Scuola Paolo Grassi (all’epoca chiamato Atelier) di continuare insieme la strada nel campo delle arti performative. Riuscire a mantenere unito un gruppo così numeroso in un sistema – quello delle performing arts – sempre più difficile è un progetto ambizioso: Fattoria Vittadini però nasce profondamente convinta che sia proprio nell’idea di collettività e di lavoro condiviso una delle possibili soluzioni all’attuale crisi che domina il settore. La compagnia diventa quindi un gruppo in grado di mettere in risalto le individualità, lasciando agli undici interpreti anche lo spazio per condurre il proprio personale percorso di formazione, perfezionamento e crescita.

 

Produzione: Fattoria Vittadini
Cast: Cesare Benedetti, Chiara Ameglio, Noemi Bresciani, Maria Giulia Serantoni, Riccardo Olivier, Francesca Penzo
Coreografie: Maya Weinberg
Drammaturgia: Shir Freibach
Scene:
 Claire Pasquier
Costumi: Giada Masi
Luci: Karim Abou Dahab
produzione: 
Fattoria Vittadini con il supporto di: Fondazione Cariplo
collaborazione: Fondazione Milano, Ariella Vidach – AIEP, Istituto Italiano di Cultura Tel Aviv e GAi-Movin’ up

Ioannis Mandafounis / Apersona

01/04/2017 – 02/04/2017 – 20:30

DiDstudio
Via Procaccini 4
Milano

SABATO 1 E DOMENICA 2 APRILE 2017 – ORE 20.30 – DID STUDIO   Brillanti, vivaci e poliedrici, Ioannis Mandafounis ed Elena Giannotti propongono in “ApersonA” un divertente duo con […]

 

 

SABATO 1 E DOMENICA 2 APRILE 2017 – ORE 20.30 – DID STUDIO

Brillanti, vivaci e poliedrici, Ioannis Mandafounis ed Elena Giannotti propongono in “ApersonA” un divertente duo con una proposta concettuale, che paradossalmente scardina con ironia l’idea stessa di concettuale. “ApersonA” è una pièce che si sviluppa come un tableau mouvant, proprio come la A maiuscola che inizia e termina il nome dell’enigmatico personaggio del titolo. L’idea portante è creare un’opera buffa, il cui libretto si costruisca attraverso l’organicità di suoni, gesti e spazi. I due corpi e l’emozione della loro presenza, insieme al susseguirsi dei movimenti, fanno emergere dei personaggi e dei ruoli, dai quali nasce a sua volta un récit involontario.  È la rivisitazione dei codici della commedia musicale attraverso un gioco raffinato, dove il canto diventa corpo danzante e i movimenti una partitura sonora. In questo progetto, il corpo non è sul ritmo o sulla melodia, ma ricrea su se stesso la loro intensità evocatrice ed emozionale. La sovrapposizione di stereotipi ricombinati confonde lo spettatore, attraverso humor, dramma, auto-sarcasmo: il lavoro è costruito sulla relazione tra due “Persona”, il loro coinvolgimento ambiguo è il collante per un viaggio emozionale.

Compagnia Cie Ioannis Mandafounis

Concept Ioannis Mandafounis
Coreografia: Ioannis Mandafounis, Elena Giannotti
Danzatori: Ioannis Mandafounis, Elena Giannotti
Supporto Drammaturgico: Myriam Kridi
Luci: David Kretonic
Costumi: Marion Schmid
Production management Mélanie Fréguin
Coproduzione: Association pour la danse contemporaine ADC – Geneva, Theater Südpol – Luzern, Theatre DeSingel – Antwerp, Prairie – Migros Cultural Percentage
Con il supporto di: Prairie – Migros cultural percentage, Pro Helvetia – swiss art council, State of Geneva, Corodis, Lottery romande, SSA
Produzione 2014

Durata 50 min

 

Biglietti – Acquista su vivaticket

Intero 15,00€

Ridotto 10,00€

Salvo Lombardo / Casual Bystander

SPETTACOLO all’interno di DANAE Festival

Salvo Lombardo (1986), performer, coreografo e regista, ha studiato Filologia moderna a Catania e Discipline dello spettacolo a La Sapienza di Roma. Nel 2009 si diploma alla Scuola d’Arte drammatica del Teatro Stabile di Catania. Negli anni collabora con numerosi artisti del panorama italiano e internazionale. Casual Bystanders è la riconfigurazione coreografica di un corpus di gesti ricavati da frammenti gestuali e verbali dedotti dall’osservazione dei “passanti” in spazi pubblici tra il 2014 e il 2015, da parte di Salvo Lombardo. Dal procedimento mimetico alla trasfigurazione del gesto semplice, tra le rovine del movimento, nel sedimento di qualcosa che è già-stato, per esperire un corpo-presente.

Ideazione, coreografia e regia Salvo Lombardo; con Lucia Cammalleri, Daria Greco, Salvo Lombardo; disegno luci e video Luca Brinchi, Maria Elena Fusacchia; musica Luc Ferrari; sovrapposizioni sonore Salvo Lombardo; disegno del suono Fabrizio Alviti; tecnico di console Massimo Bevilacqua; distribuzione Caterina Consolati per Karamazov Associati; coproduzione Fabbrica Europa, CapoTrave-Kilowatt/Karamazov Associati, Festival Oriente Occidente; con il sostegno di Anghiari Dance Hub e di Inteatro Festival, DiD studio, Danae Festival, Teatro Spazio Electa/ACS Abruzzo, Villaggio d’Artista, Verdecoprente Residenze, Centro di Palmetta, [Non] Museo.

Durata 45 min

www.casualbystanders.wixsite.com/casualbystander

Swiss Contemporary Factory

SWISS CONTEMPORARY FACTORY porta per la prima volta a Milano un articolato programma che mette in luce la visionarietà e l’audacia linguistica della scena svizzera contemporanea nell’ambito della performance e della coreografia di ricerca.

 

 

All’interno del focus una generazione di autori e coreografi indipendenti che hanno consolidato il proprio segno artistico in forme molto diverse, sono avvicinati per l’attitudine rigorosa nei confronti del dispositivo teatrale, dello spazio scenico, del lavoro sul corpo, conducendo in territori inconsueti  e perturbanti lo sguardo dello spettatore.
Dal 24 ottobre al 16 dicembre 2017 incontri, masterclass, spettacoli, concerti, tavole rotonde, si articolano in un fitto programma che coinvolge 7 formazioni artistiche elvetiche e diversi spazi, in un’inedita mappatura della città di Milano che dai luoghi tradizionali di Danae e NAO Performing festival si irradia da Parco Nord sino alla prestigiosa sede dell’Istituto Svizzero e al Museo del Novecento. Risultato di un’innovativa metodologia di coprogettazione interfestivaliera, SWISS CONTEMPORARY FACTORY  nasce dalla collaborazione di DANAE Festival e DiDstudio, realtà che da anni operano nel tessuto culturale milanese con progetti interdisciplinari attraverso uno sguardo non convenzionale sulla performance e sulla nuova coreografia.
La sua realizzazione è possibile grazie al sostegno dI Pro Helvetia e dell’Istituto Svizzero.

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Many

“Siamo in un momento di cambiamento: l’arte e la danza sono chiamate a interfacciarsi con il contesto territoriale e sociale,
a fornire la loro visione e interpretazione di problematiche di interesse collettivo e a relazionarsi in maniera sempre crescente, a livello nazionale e internazionale, con il sistema dell’educazione, del turismo e della cultura in generale.”

 

 

“Il mondo della danza si trova quindi nella necessita? di dover puntare sulla formazione di giovani performer che sappiano far dialogare efficacemente le nuove competenze e modalita? espressive, offerte dal contesto multimediale contemporaneo, con le tradizioni e la trasmissione del sapere, etnografia di una memoria del passato, acquisite tramite un confronto diretto intergenerazionale reale e proficuo.?Il settore danza, lavorando in quel territorio neutro e basilare in cui ad agire e? il corpo, plurale e senza tempo, si presta perfettamente al proposito multidisciplinare e interculturale del dialogo tra mondi differenti.”
In questi termini risiede la capacita? di innovare il sistema del progetto MANY- La danza incontra la citta? 2015-2017: nel portare i modelli di formazione del giovane autore di danza e di produzione dello spettacolo, fuori dai propri confini di settore, per rinforzarli, con interventi di ricerca sociale, studio del gesto, e analisi sul campo di diversi territori e problematiche.
Il progetto si ispira per questo a un’idea di arte e di danza non piu? limitatamente autoreferenziale, ma impegnata in un confronto dialettico con la dimensione sociale in cui e? inserita e da cui trae energia e si alimenta. Dimensione sociale in cui il corpo fisico e storico, quale patrimonio immateriale appartenente a un luogo e ai suoi abitanti, viene valorizzato e reso linguaggio universale.?Le attivita? saranno inoltre strutturate in modo da fornire innumerevoli occasioni di visibilita? e confronto con realta? e pratiche del sistema culturale e dello spettacolo nazionale e internazionale al fine di orientare i nuovi talenti verso occasioni di scambio e coproduzione locale e internazionale.
La necessita? di promuovere una pluralita? di espressioni all’interno del sistema della danza ha orientato il progetto MANY a integrare al suo interno una riflessione su forme gestuali differenti come quelle derivanti dai saperi artigianali. Queste arti basate sulla trasmissione del sapere manuale da una generazione all’altra, trovano infatti nel gesto, nella sua sinteticita?, efficacia, ma anche nella sua estetica, la loro origine e forza. Per questo le arti del fare costituiscono per i giovani danzatori e coreografi un’interessante fonte di espressivita? e gestualita? nuove.

Per maggiori informazioni  many-project.tumblr.com/
Progetti DIDstudio

Performance, Festival, workshop, summer school diversificata realizzata in partenariato con le più interessanti realtà della scena milanese.

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Gruppo Nanou

17 dicembre ore 21.00 c/o DiDstudio, Fabbrica del Vapore
gruppo NANOU
Alphabet / Mappe

coreografia: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Gloria Dorliguzzo
suono: Roberto Rettura

 

Dopo la residenza NAO CREA negli spazi di DiDstudio / Ariella Vidach Aiep, Milano, gruppo nanou presenta un inedito passaggio del lavoro di analisi sulla scrittura coreografica.
Mappe:
1. in matematica, sinonimo di applicazione, funzione, corrispondenza;
2. rappresentazione grafica in dettaglio di una zona;
3. geografia, prospetto, schema;
4. In informatica, la lista delle posizioni in memoria (o indirizzi) delle istruzioni o delle variabili?di un programma codificato.
5. parte della chiave che viene introdotta nella toppa per azionare il meccanismo della serratura.
treccani.it
Lo spazio è una mappa che il danzatore deve rispettare per ottenere quel limite capace di verificare l’evidenza del lavoro, sottolineandone i percorsi da intraprendere.
La mappa è un’evidenza che permette la lettura di ciò che l’azione coreutica sta svolgendo.
Compito della coreografia è evidenziare il limite per trovare le vie di fuga, per afferrarne l’incidente creativo.

 

Norme per la trasparenza →