Le formiche camminano in fila in cerca di cibo (studio)
di e con Teresa Priano
All’inizio del mondo giocavamo in giardino, nel giardino perfetto senza male e senza colpa.Dopo è successo qualcosa e il tempo ha iniziato a scorrere e a cadere e noi abbiamo iniziato acrescere e a morire. Abbiamo perso il paradiso, l’innocenza, la piccolezza.Come è cominciato tutto questo scomparire?A parlare è una specie di dio-bambinache ha perso la strada ed è diventato umano. Un dio con leginocchia sbucciate, un dio senza Eden che ora abita su un piccolo tappeto di erba finta, l’ultimogiardino possibile.La voce racconta il primo diluvio del mondo, tutte le cose perse, i giochi, la piccola vita di Enne, il suoguardare le formiche che camminano in fila in cerca di cibo, le poesie imparate a memoria, la Storiache macina date e guerre e compleanni e questa cosa che i luoghi, anche quando distrutti, cichiamano sempre a sé.Le formiche camminano in fila in cerca di ciboè un lavoro di danza e parola, in cui il corpo si fatraduzione del testo e viceversa. Il paesaggio sonoro è creato ad hoc da Raffaele Ricciardi con unacommistione di suoni concreti, elettroacustici e sintetizzati.
CREDITS
ideazione, danza e testi Teresa Priano
sound design Raffaele Ricciard
AGANIS
di Chiara Cecconello
AGANIS è una performance quadrifonica immersiva per due voci e live-electronics concepita dalla sound artist e performer Chiara Cecconello. Prende avvio dallo studio dei racconti delle Prealpi Venete, che riferiscono di grotte abitate dalle anguane, figure mostruose della mitologia locale. La narrazione popolare le ritrae come presenze proteiformi connesse alle sorgenti d’acqua. Ora benefiche ora malefiche, le anguane si contraddistinguono per l’emissione di grida considerate inascoltabili dall’orecchio umano.
AGANIS si connette all’indecifrabilità del loro clamore vocale, si sintonizza con il non ascoltato e l’inascoltabile, laddove ignorato e immaginato collidono e si intrecciano. Sfregando queste soglie vischiose, come lo sono le pareti delle caverne carsiche, si attiva un immaginario acustico che passa attraverso sonorità umide e riverberi minerali, catturati attraverso prelievi sonori ambientali. L’analogia tra cavità buccale e cavità rocciose diventa lo spazio per l’apparizione di queste presenze più-che-umane. La pelle dello spettatore diventa membrana di travaso perché le voci inappropriabili delle anguane possano affiorare.
CREDITS
progetto di Chiara Cecconello
con Chiara Cecconello, Margherita D’Adamo
sound design e live-electronics Franco Conte
light design e cura tecnica Elisa Bortolussi, Rachele Cominella
outfit Isabella Marsella
con il supporto di Live Arts Cultures, Argo16, SPORE Residenze di Ricerca Dislocate, C3
con il sostegno di MIC e SIAE
nell’ambito del programma Per Chi Crea
BIGLIETTI
Intero: euro 10 | Ridotto allievi accademie e dance card: euro 5 | Ridotto under 26 e over 65: euro 7
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