spettacoli
 
29 aprile 2008 - h 18.30
piattaforma giovani autori
Inserito in Giornata mondiale della Danza 2008.
In collaborazione con UOVO Performing Arts Festival.
Ariella Vidach – AiEP, in collaborazione con UOVO Performing Arts Festival, propone una giornata dedicata alla presentazione di brevi performance e work in progress realizzati da giovani interpreti. L'obiettivo dell'evento è quello di incoraggiare la riflessione sulle possibilità espressive del corpo nella danza contemporanea e di favorire la ricerca di nuove modalità creative, stimolate dal confronto con il pubblico.
Progetto:
Ariella Vidach
Organizzazione e comunicazione:
Sara Prandoni
foto dallo spettacolo: INTERvita
27 aprile 2008 - h 21.00
INTERvita
Inserito in Giornata mondiale della Danza 2008.
Inserito in UOVO Performing Arts Festival.
INTERvita sviluppa un progetto di ricerca sulla relazione tra suono in tempo reale e partitura sonora: dotati di accelerometri, i corpi dei danzatori generano, nello spazio stilizzato ed essenziale, testi, suoni ed immagini che 'interferiscono' con il tono solenne della Messa in fa Maggiore di Johann Sebastian Bach.
Il significato della performance è da ricercare nella riflessione sulla necessità dell'uomo di mantenere integra la sfera dei bisogni reali rispetto alle sollecitazioni imposte dall'esterno. Una riflessione sul senso dell'esistenza a cui gli stessi interpreti prendono parte, attraverso un'indagine che mette a confronto due dimensioni antitetiche: sacro e profano, regola e eccezione, buio e luce.
La spiritualità come possibile risposta alla perdita progressiva del valore dell'esistenza che nella performance viene identificata con il rigore e la poesia del gesto danzato.
Progetto:
Ariella Vidach e Claudio Prati
Coreografia:
Ariella Vidach
Assistente alla coreografia:
Elena Molon
Danzatori:
Stefano Cristofanello, Rebecca Pesce, Stefania Trivellin, Ariella Vidach
Musica:
Johann Sebastian Bach
Programmazione audio:
Paolo Solcia
Programmazione video e grafica interattiva:
Federico Lupica
Motion tracking:
ST Microelectronics / Laura Vanzago, Andrea Labombarda
Scenografia:
Claudio Prati
Disegno luci:
Gabriele Rescigno
Costumi:
AiEP
Organizzazione e comunicazione:
Sara Prandoni
 
16 – 21 aprile 2008 - h 15.00
capture your style
Installazione performativa realizzata dall'Associazione Ariella Vidach – AiEP in collaborazione con gli studenti di comunicazione e fashion design dello IED di Milano, per il Fuori Salone 2008.
Concetto di partenza del progetto è il corpo come espressione nello spazio; in "Capture your style" il corpo 'abita' lo spazio che lo circonda in una deformazione continua che confonde e mescola uno con l'altro i due elementi: spazio e movimento si uniscono per dare vita ad un linguaggio espressivo del tutto innovativo.
Un particolare uso del colore e dei suoi significati accentua questa contaminazione, dando vita ad una performance in cui il corpo diviene protagonista e in cui movimento, danza e tecnologia interattiva interagiscono tra loro.
Durante i giorni della manifestazione, il DiDstudio ospita un'installazione costituita da alcuni abiti realizzati per l'occasione; i visitatori possono intervenire nella composizione cromatica degli oggetti presenti per attivare (con l'ausilio del software interattivi sviluppati dall'Associazione) suoni e frasi, proponendo una rilettura della funzione degli oggetti nel nostro quotidiano. Durante la performance in programma la sera, la danzatrice si relaziona con gli oggetti in scena, generando eventi sonori e visivi in tempo reale e attivando fasci di luce e proiezioni.
Allestimento e coordinamento:
Ariella Vidach e Claudio Prati
Progetto:
Nicole Antognini (textile design), Riccardo Bragalini (fashion design), Gloria Crotti (fashion communication), Jessica Felisi (fashion design), Ezio Taeggi (interactive sound design)
Performance:
Ivelice Brown
 
14 aprile 2008 - h 21.00
under_score
Omaggio al sapere e alla sensibilità del danzatore, Under-score è un progetto coreografico improvvisativo basato su una partitura creata dal computer in tempo reale. Partendo da un lavoro iniziato da Armando Menicacci e Alain Buffard (www.under-score.info) sulle partiture di improvvisazione di Anne Halprin, d-flesh ha creato una pièce nella quale il software, creato per l'occasione, genera in tempo reale indicazioni che "guidano" il movimento del danzatore e le proietta su grandi schermi ai quattro lati della scena.
I performer, stimolati dalla partitura che si genera davanti i loro occhi, narrano, evocano, sondano e dinamizzano, per mezzo dell'improvvisazione, la propria creatività offrendola così al pubblico.
Progetto:
Armando Menicacci e Christian Delécluse
foto dallo spettacolo: B-Light
16 dicembre 2007 - h 21.30
b-light project
"B-Light" utilizza il real-time process, una manipolazione performativa realizzata attraverso dispositivi digitali di interfaccia uomo-macchina, per permettere l'interazione tra danza contemporanea, musica elettronica e visual art.
Grazie ai meccanismi di interazione tra individui e strumenti tecnologici, la performance abbandona la forma del prodotto per divenire puro processo, al quale il pubblico può prendere parte.
Visual director:
Headvision (Roberto Zitolo)
Coreografia:
Nadessja (Nadessja Casavecchia)
Direttore del suono:
Eniac (Fabio Battistetti)
Danza:
Nadessja Casavecchia
 
16 dicembre 2007 - h 21.30
infiniti limiti
"Infiniti limiti" si configura come riflessione sui limiti spaziali entro i quali la danza si costringe.
In un rettangolo le due interpreti si confrontano, oltre che con il limite spaziale, con i propri limiti. Il gioco di relazione diventa lotta per l'affermazione del sé, fino alla riduzione della libertà dell'altro. L'assenza di limiti è libertà?
Coreografie:
Stefania Trivellin, Rebecca Pesce
Musica:
Mescalinaeden alias Luca Robba
Audio e video:
Giulio De Filippi
 
16 dicembre 2007 - h 21
tell me
"Tell me" tratta il tema dell'identità che prende forma attraverso il complesso dialogo con se stessi. Il doppio digitale del protagonista parla, si muove e risponde a sé con codici, segni e simboli appartenenti ad un neolinguaggio non sempre decifrabile, legato ad un'interpretazione individuale.
Nell'interazione con se stesso il corpo/autore si pone delle domande, e reagisce costruendo una tessitura di risposte che evocano lo spazio interiore.
La struttura multimediale che crea l'ambiente scenico è costruita sul sistema S.Y.A. di motion detection.
Ideazione multimediale:
Federico Bucalossi
Costruzione del movimento, voci:
Alessandro Certini
Sound design:
Spartaco Cortesi
Produzione:
Company Blu - Vidëa
 
15 dicembre 2007 - h 22
bit village
Il documentario "Bit Village" ripercorre i vent'anni di vita della compagnia Avventure in Elicottero Prodotti - Ariella Vidach AiEP, mostrando le produzioni realizzate da Ariella Vidach e Claudio Prati.
In viaggio tra Lugano, Milano e New York, i due protagonisti raccontano i progressi delle tecnologie interattive da loro utilizzate e l’evoluzione del linguaggio interdisciplinare che fonda la loro ricerca.
Regia:
Roberta Pedrini
Immagini:
Louis Trautmann
Suono:
Riccardo Pasquali
Montaggio:
Fabrizio Paltenghi
Sonorizzazione:
Philippe Kohler
Produzione:
RTSI/Televisione Svizzera, Osvaldo Tritten
foto dallo spettacolo: Room&Road
15 dicembre 2007 - h 21
room&road
Room and Road è un'installazione performativa che mette in scena un concetto innovativo di spazio, inteso come qualcosa di vivo e mutevole.
La scena viene continuamente ridefinita da fasci di luce gestiti da un software dedicato, in un dialogo costante tra l'ambiente interno (Room) e l'ambiente esterno (Road). I due danzatori sono legati allo spazio performativo da un rapporto di continua interazione che diviene il cuore dello spettacolo.
Progetto e coreografia:
Mateja Bucar
Danza e assistenza alla coreografia:
Rebecca Murgi e Jonathan Pranlas
Concezione dello spazio:
Vadim Fishkin
Musica:
Random Logic
Produzione:
Association DUM / Ljubljana
Con il sostegno di:
Ministero della cultura della Repubblica Slovena e Città di Ljubljana
foto dallo spettacolo: Wald-Forest
14 dicembre 2007 - h 21.30
wald–forest
"Wald–Forest" è un'installazione interattiva per danzatori che indaga le dinamiche sottese all'utilizzo del corpo in relazione ad uno spazio scenico reale e virtuale.
Ziegler costruisce un ambiente performativo in cui danza, luce e suoni elettronici dialogano costantemente, dando vita a costellazioni ambientali mutevoli. Lampade al neon sono appese al soffitto, creando una foresta di luce che diventa un organismo vivente; interagendo con gli elementi architettonici presenti, il performer ha l'occasione di comporre coreografie in tempo reale.
Alla fine della performance gli spettatori sono invitati a relazionarsi con l'installazione, per provare direttamente l'interattività messa a punto da Ziegler.
Progetto e regia:
Christian Ziegler
Danza:
Friederike Plafki
Musica e suono in tempo reale:
Sandeep Bhagwati
Con il sostegno di:
LH München, PACT Zollverein, ZKM Karlsruhe
In collaborazione con:
Uovo performing arts festival
 
19, 20, 21 aprile 2007 - h. 18.30
S.O.S.ta
Installazione performativa messa in scena da quindici performer impegnati nell'esecuzione di movimenti eseguiti con estrema lentezza, nella volontà di fermare il tempo, il suo scorrere regolare, per ritagliare nuovi spazi aperti alla percezione e all'ascolto sensibile. La volontà di decongestionare il presente attraverso la dilatazione della sfera temporale riporta l'attenzione all'ascolto del corpo, per suggerire una strada che indichi la via più semplice per vivere il presente, in stretto contatto con il senso vero delle cose.
L'associazione Ariella Vidach – AiEP intende, con questo intervento, aprire al pubblico una parte importante dell'attività dell'associazione: una lezione di movimento in forma di installazione a cui il pubblico può partecipare seguendo i danzatori nelle loro sequenze danzate.
A chi pratica la disciplina del corpo è infatti richiesta pazienza, perseveranza, praticità, umiltà. L'installazione si propone di suggerire come questi requisiti concorrano ad individuare, nella scala dei valori, quelli più idonei alla relazione con gli altri, allo scambio, alla crescita collettiva, per la costruzione di un ambiente sociale migliore.
Nello spazio aperto dell'Associazione, il DIDstudio, un gruppo di 15 performer, ai quali si possono aggiungere spontaneamente gli spettatori, si muove lentamente e in sincrono.
Una telecamera riprende i corpi e le azioni nello spazio, e le immagini contenenti i "dati" relativi ad ogni persona (posizione, velocità, accelerazione, massa corporea etc …) vengono proiettate sulle pareti creando una dimensione di realtà aumentata.
La performance/installazione è caratterizzata dall'attenzione, la concentrazione e il senso di pienezza che produce il fatto di condividere un impegno.
Progetto:
Ariella Vidach e Claudio Prati
Coreografia:
Ariella Vidach
Allestimento e proiezioni:
Claudio Prati
Interpreti:
danzatori della Compagnia Ariella Vidach - AiEP
foto dallo spettacolo: iD
1,2 dicembre 2006 - h 20.45 (1), 21.45 (2)
iD
Lo spettacolo ID assimila e combina vari schemi di gioco interattivo trasformando in allegoria dell'esistenza le azioni degli interpreti. I danzatori, sottomessi alle regole e osservati da prospettive micro e macro, esprimono un legame imprescindibile e un senso di appartenenza caratteristici di una "comunità", si muovono incessantemente e il loro dinamismo attiva un incontrollato proliferare di eventi visivi e sonori, di relazioni e di scontri. Una volta automatizzato lo schema ludico-informatico, i protagonisti divengono "players" confondendo la loro realtà di individui con la dimensione metaforica del gioco.
Progetto:
Ariella Vidach e Claudio Prati
Coreografia:
Ariella Vidach
Assistente alla coreografia:
Elena Molon
Interpreti:
Alessio Arnaldi, Stefano Cristofanello, Anna Kolesarova, Rebecca Pesce, Stefania Trivellin, Ariella Vidach
Musiche:
Massimilano Viel
Disegno luci:
Stefano Pirandello
Grafica interattiva:
Federico Lupica
Motion tracking software INCROM:
Orf Quarenghi
Audio interactive software AUXY:
Riccardo Mazza
Scenografia:
Claudio Prati
Costumi:
Lucia Lapolla
foto dallo spettacolo: se San Sebastiano sapesse
30 novembre 2006 - h 20.45
se San Sebastiano sapesse / segni e suoni
SEGNI E SUONI è una performance di teatromusicale, un lavoro scenico di confine fra immagine, suono, corpo e parola dove la musica, i musicisti e gli strumenti musicali sono protagonisti e attori in grado di generare movimenti, figurazioni e simbologie.
Attraverso la digital painting (che utilizza in tempo reale il segno prodotto dalla mano del pittore per trasformarlo, ingigantirlo e metterlo in relazione con la materia su cui viene proiettata) si creano scenari virtuali di forte impatto visivo.
Con:
Pierangela Allegro, Kole Laca, Michele Sambin, Alen Sinkauz, Nenad Sinkauz
Fonica:
Davide Sambin Zara
Direzione e digital painting:
Michele Sambin
foto dallo spettacolo: 2nd line
13 novembre 2005 - h 22
2nd line
2nd line è uno strumento interattivo costruito da Steve Buchanan e concepito per essere suonato danzando.
Questo dispositivo è in grado di riprodurre suoni ed effetti di qualsiasi strumento a percussione, gestendo simultaneamente i sistemi di controllo delle immagini e l'illuminazione scenica. La performance, nella versione solistica, è un'esplorazione dinamica e innovativa delle infinite possibilità di incontro e commistione tra danza e musica.
foto dallo spettacolo: Viso Mon Amour
12 novembre 2005 - h 22
viso mon amour
La performance pone l'attenzione sul viso inteso non tanto come pagina bianca o maschera neutra capace di esprimere concetti o sentimenti, ma come luogo di passaggio percettivo e di ritorno emotivo, una frontiera e dogana attraversata da immagini e suoni, da selezioni e da affetti.
Facendo riferimento al pensiero di G. Deleuze e F. Guattari, il lavoro si confronta con il concetto di faccialità inteso come un sistema di apparenza, un sistema muro bianco/buco nero: se il muro bianco è un luogo neutro su cui vengono posti dei segni dall'esterno (collettività, azioni, gesti, percezioni), i buchi neri sono dei portali che si aprono sull'interiorità o sulle emozioni che il soggetto prova di fronte ai segni.
Ideazione:
Charlotte Zerbey e Alessandro Certini
Coreografia e danza:
Massimiliano Barachini, Charlotte Zerbey, Alessandro Certini
Musiche originali:
Spartaco Cortesi
Interazioni video:
Federico Bucalossi
Luci:
Vincenzo Alterini
immagine dello spettacolo: Neon. Ambienti sottopassione
12 novembre 2005 - h 21
neon. ambienti sottopassione
"Dallo spazio intimo in cui corpi singoli si mostrano in un agire privato, la danza evolve verso luoghi pubblici di passaggio. Lì i corpi si trasformano in macchine perfette, immagini, prodotti sottopressione, moltiplicati e confusi con la propria ombra. Ma nella cornice della realtà al neon, essi si riconoscono come umani e le passioni che li muovono indugiano nella ricerca di forme d'espressione".
Presentato in prima assoluta alla Biennale Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo 2005, lo spettacolo si sviluppa indagando sulle passioni, i sentimenti, l'universo interiore delle due interpreti che si trasforma in relazione alla luce. Nella performance la ricerca sul movimento si accompagna allo studio dello spazio scenico che non contiene ma trasforma la danza e che grazie ad essa assume nuove sembianze.
Coreografia e danza:
Marta Melucci e Francesca Telli
Disegno luci:
Paolo Spotti e Federico Favero
Video:
Beniamino Borghi
Supporto tecnico:
Yuri Tartari
immagine dello spettacolo: Hybridome
10, 11 novembre 2005 - h 21
hybridome
Due corpi esposti come reperti, esempi di vita organica. Sulla scena un uomo e una donna interagiscono tra loro attraverso un crescente processo di fusione/scissione mentre sullo sfondo forme ibride anticipano un improbabile dialogo interspecie.
Filamenti sottili, cellule, villi, riproduzioni macro collegano gli interpreti alle immagini ed insieme si compenetrano, dominati da un incontrollato bisogno di contaminarsi e di definire la propria identità attraverso la fusione con l'altro.
Il dialogo si manifesta attraverso gesti impulsivi, sussulti e respiri in un rapporto tra corpi, suoni e immagini che si modellano reciprocamente determinando la genesi di una nuova condizione.
Progetto:
Ariella Vidach e Claudio Prati
Coreografia:
Ariella Vidach
Interpreti:
Lia Courrier e Manfredi Perego
Sound design:
Steinbrüchel
Elementi visivi:
Diana Eugeni e Andrew Quinn
Programmazione interattiva:
Orf Quarenghi (INCROM), Andrew Quinn (Derivatives) e Paolo Solcia (MAX/MSP/MIDI)
Scenografia:
Diana Eugeni e Claudio Prati
Con i contributi di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, D.E.C.S Divisione Cultura - Cantone Ticino, Pro Helvetia, Regione Lombardia.
immagine dello spettacolo: danXYmusic
24, 25, 26 giugno 2005 - h 21
danXYmusic
danXYmusic propone sulla scena le possibilità di relazione tra uno o più danzatori e il sistema interattivo AUXY.
Questo software è stato appositamente creato per elaborare e mixare file audio attraverso la lettura dei colori (rosso, verde, blu, cyan, magenta, giallo) che, indossati dal danzatore e rilevati dalla telecamera, stabiliscono, oltre alla qualità dei suoni, la durata e la complessità compositiva.
Questo dispositivo rende il danzatore compositore, DJ della colonna sonora, attivatore dei brani musicali che, inseriti nel sistema, vengono assemblati ed elaborati dal movimento in tempo reale.
L'interprete diventa il cursore di un mixer immaginario e agisce a volte subordinando il movimento alla composizione, a volte piegando il suono alle necessità del movimento, nell'elaborazione di un dialogo sempre vivo e in un continuo rimbalzo di causa ed effetto.
Sulle pareti dello spazio vengono proiettate le immagini di ciò che il computer e le telecamere vedono: un mix di visioni reali e di dati virtuali che creano una "realtà aumentata" dove è possibile sperimentare l'ambiente come corpo e il corpo come ambiente.
Progetto:
Ariella Vidach e Claudio Prati
Coreografia e danza:
Ariella Vidach
Musica:
Rene Desalmand
Motion tracking software INCROM:
Orf Quarenghi
Interactive and audio design AUXY:
Riccardo Mazza
Scenografia:
Claudio Prati
Costumi:
Lou Antinori
foto dallo spettacolo: Buffers
1, 2 aprile 2005 - h 21
buffers
Ispirato alla figura del saltimbanco, Buffers indaga e tenta di ridefinire l'essenza dell'uomo contrapponendo l'essere all'apparire, il peso corporeo alla leggerezza del pensiero. Il clown, come il danzatore, è poeta in azione: finché guarda in alto, finché resta fuori dalle regole e dalle divisioni è salvo; se invece guarda troppo in basso perde l'equilibrio e cade.
Sono sempre sospesi tra le stelle e l'abisso i personaggi che danzano in questa performance: menti lucide e attente che attraverso il loro gesto ridicolizzano e dissacrano il mondo che li circonda. Sempre pronti a riprendere possesso della verità, essi ci indicano che in fondo rappresentano tutti noi e che la nostra vera dignità consiste nell'ammettere che siamo tutti clown.
Progetto:
Ariella Vidach e Claudio Prati
Produzione:
AiEP – Avventure in Elicottero Prodotti, Atelier Gluck Milano
Coreografia:
Ariella Vidach
Interpreti:
Ariella Vidach, Stefania Trivellin, Marta Ciappina, Daniele Albanese
Grafica Interattiva:
Luigi De Aloisio
Programmazione Interattiva:
Paolo Solcia
Scenografia:
Claudio Prati, Paolo Sansoni
Disegno luci:
Stefano Pirandello
Costumi:
Lou Antinori
Consulenza testi:
Susanna Francalanci